25 febbraio 2018

jack lo squirtatore

abbiamo perso tutti persone. un modo immondo di moda al mondo. quei colpi di tosse tossici che sembravano necessari e che ora sei felice di buttare nei cessi per mungere miele e poi mingere fiele per fingere (male) che non ci sono cose che non sai dire di te. abbiamo tutti qualcuno dentro che bussa forte per uscire, bussa così forte da non poter dormire, un mostro nostro avvolto in un nastro che sembra natale e, invece, è soltanto la voce che rimbalza nel vuoto del tempo e lo spazio che abbiamo lasciato tra il presente e il passato.

non aspettare e non avere aspettative perché condizionano te e gli altri, riponi fiducia in qualcuno perché ne determinerai lo sviluppo.

e ora intrecciamo questi pezzi di quotidianità, trovandoci a ogni incrocio con la faccia stupita di chi non si aspettava di trovarci lì.

sputa per terra come rituale di incoraggiamento e di sfida al mondo a meno che, in bocca, tu non abbia ancora amore. che sennò son guai, sono.

e ora dormi tranquilla, lascia che il tuo inconscio ti suggerisca chi sei. e godi del momento perché anche domani il mondo non avrà occhi che per noi. conosci meglio il conscio e lascia che lo sconcio fluisca fluido lontano.

lasciamoci alle spalle chi ha cercato di scalfirci senza riuscirci e chi, se la madre avesse avuto la sua stessa passione per i pompini, non sarebbe mai nata. a volte alcune persone schifose rientrano nelle due categorie. tutto e il suo contrario (tutto ottut), l’inconsistenza che annulla se stessi, che rende caduchi e eunuchi. sfere enucleate che trovano dentro di loro risposte a domande fasulle.

la mente è un mondo a sé. se mente tutto mantiene il paradiso dov’è.

decidi se dare piacere o tentare di infliggere dolore. o uno o l’altro. non ci sono alibi che allibiscano.

siamo tutti jack. ma qualcuno peggio.


i am jack. je suis jacques. ich bin jacob. sono germano.

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