15 maggio 2018

senza titolo né futuro

lo senti anche tu quello che non sento? sai anche tu che l'orecchio vuole la sua parte e che l'essenziale
è visibile al tatto?

siamo ciò che resta quando tutto è passato, siamo ciò che importa quando tutto poco importa.

lo scrivo lo stesso che tanto non puoi vedere, lo schivo lo stesso anche se mi dovrà colpire, lo scrivo lo stesso peccato che tu non potrai vedere

e ballare nudi sul pianerottolo fino al primo rumore di maniglia, di qualcuno che apre la porta per guardare, capire, sapere e dire quello che neppure può sfiorare. perché la vita è così. c'è chi la fa e chi la giudica pronto a giurare di intendersene e di sapere, sapere prima sapere meglio e avere già capito quello che non ha i numeri per capire.

e siamo qui. ora. ogni volta che sfioro il tuo seno esprimo un desiderio e ogni volta che si avvera ti guardo e ringrazio e tu chiedi perché e poi t'accarezzo e dico così.

perché la vita è così. è ringraziare ogni giorno sentendo dentro il tumulto di essere cielo, terra aria sabbia fuoco e tutto ciò che serve

e l'amore fatto nell'erba tra fili mossi da quel vento che rinfresca la schiena sudata, con le foglie degli alberi che sfrondano suoni tribali. perché la vita è così, un bacio caldo che sa ancora di caffè e una promessa di seconda classe, sola andata ma che importa. mentre un sacco di merda ti insulta il giorno in cui muore tua madre, e né il sacco né tua madre ti dicono perché

2 aprile 2018

Nulla da aggiungere (part tu)

Bisogna pensarci prima, che poi vanno come possono.

(Sciuld fink abaut it først, den dei go es dei chen)


Alla fine è tutto qui. Non è né complicato né imprendibile.

Per risollevare l'umore: ho cambiato indirizzo email, a chi mi scrive mando quello nuovo :-) (chiedo venia // ai em so sorri)

25 febbraio 2018

jack lo squirtatore

abbiamo perso tutti persone. un modo immondo di moda al mondo. quei colpi di tosse tossici che sembravano necessari e che ora sei felice di buttare nei cessi per mungere miele e poi mingere fiele per fingere (male) che non ci sono cose che non sai dire di te. abbiamo tutti qualcuno dentro che bussa forte per uscire, bussa così forte da non poter dormire, un mostro nostro avvolto in un nastro che sembra natale e, invece, è soltanto la voce che rimbalza nel vuoto del tempo e lo spazio che abbiamo lasciato tra il presente e il passato.

non aspettare e non avere aspettative perché condizionano te e gli altri, riponi fiducia in qualcuno perché ne determinerai lo sviluppo.

e ora intrecciamo questi pezzi di quotidianità, trovandoci a ogni incrocio con la faccia stupita di chi non si aspettava di trovarci lì.

sputa per terra come rituale di incoraggiamento e di sfida al mondo a meno che, in bocca, tu non abbia ancora amore. che sennò son guai, sono.

e ora dormi tranquilla, lascia che il tuo inconscio ti suggerisca chi sei. e godi del momento perché anche domani il mondo non avrà occhi che per noi. conosci meglio il conscio e lascia che lo sconcio fluisca fluido lontano.

lasciamoci alle spalle chi ha cercato di scalfirci senza riuscirci e chi, se la madre avesse avuto la sua stessa passione per i pompini, non sarebbe mai nata. a volte alcune persone schifose rientrano nelle due categorie. tutto e il suo contrario (tutto ottut), l’inconsistenza che annulla se stessi, che rende caduchi e eunuchi. sfere enucleate che trovano dentro di loro risposte a domande fasulle.

la mente è un mondo a sé. se mente tutto mantiene il paradiso dov’è.

decidi se dare piacere o tentare di infliggere dolore. o uno o l’altro. non ci sono alibi che allibiscano.

siamo tutti jack. ma qualcuno peggio.


i am jack. je suis jacques. ich bin jacob. sono germano.

16 febbraio 2018

10 febbraio 2018

Breve riflessione sull'aspettare che imbianca

La prima cosa che imparerai è che niente è come sembra. Ignora ogni tua supposizione, non credere a nulla; a quello che vedi, a quello che senti, a quello che la gente ti dice e a ciò che credi di ricordare.

Prendi ciò che ti offrono, lasciati inondare dalle emozioni, assorbile come una spugna, non aspettarti niente.

Assorbi tutto ciò che ti circonda senza pregiudizi.

Solo allora sarai veramente pronto a tutto.

29 agosto 2017

A

La ragazza sa, la strada adatta va fatta, affrancata affranta alla barca ammarata, varata da Santa Bastarda, la santa sbadata, mamma sbandata bagnata da lava.

Salpata, la barca bastava alla ragazza, attratta dall'alba, affannata danzava scalza. Alzava da brava la larga, vasta, casta cravatta aggrappata alla lampara, tra la barca salata da baccalà, amalgama ambrata, assaltava Marsala.

Par manna mandata da man amata la capanna apparsa dall'ansa allargata, tra malva, lavanda annaspata, casa mansardata ammassata da dama ladra.

Araba allarmata, appartata arrabattata, la ragazza armata d'arpa arraffata, accampata alla casa arsa tra vallata ammantata, andava annaspata, la carcassa d'alpaca, glabra Cassandra arrapata a cascata, arrancata

La capra allattava l'alpaca, labbra alcantara, attaccata a mamma caraffa.

La barca ammaccata, la ragazza ammazzata ammassata, anagrammava accavallata dramma d'annata. Bagnata, azzardata, bassa. Macabra lastra, lagna travasata a tazza appannata da bava.

Fantasma, fata fatata, castana blanda laccata. Barca ammarata, andata aggrappata a salvar la casata.


Che chiudere le porte porta poco e poco importa, se resti dietro ad annusare.

(Ciao Mamma)