mercoledì 25 marzo 2009

Etici, estetici, a' stitici...

Salve a tutti. Avete un minuto per me? Come? Già, lo so... il tempo è importante... Vi prenderò un minuto solo...

Mi chiamo Saverio Bigazzi. Ho 40 anni. Tre figli e una moglie. Cosa c'è di strano? Il mio secondo genito, tra qualche anno, farà una scoperta sensazionale, grazie alla quale sarà possibile curare una malattia mortale ancora a voi sconosciuta..., una sorta di AIDS, ma molto più capace. Tutto questo sarà possibile soltanto se mio nonno, che attualmente ha sei mesi, sopravviverà alla malformazione genetica che lo affligge e a causa della quale i medici gli danno ancora e al massimo dieci anni di vita. Tutto questo sarà possibile se voi, già da oggi, vi unirete contro le decisioni etico-(u)morali di quei politici e quell'uomo vestito da sposa che demonizzano la ricerca sulle cellule staminali.

Fino ad oggi vi siete fatti del male, non negatevi questa possibilità di vivere meglio.

Ah, nel 2110, anno in cui vivo, posso dire ai tifosi neroazzurri che l'Inter ha vinto 75 CIEMPIONS LIG e che né Platinette né CiCCi D'Alessio sono presenti nella memoria storica.

giovedì 1 gennaio 2009

Grazie 2008

Sottotitolo: a quelli che, 'sto anno qui, ci ha rotto i maroni.

Grandissimo anno di merda, grazie a te.
Che non c'è casso che tenga.

Che è anche grazie a te che abbiam capito che non siamo soli, che ci abbiamo millemila amici e siam felici di volere loro bene, ancora più di quanto siam felici del fatto che loro ne vogliano a noi. Cheppoi, sempre, ci chiediamo cosa abbiamo di tanto particolare per meritare tanto affetto. Che però, fortuna vuole, c'è.

Grazie 2008, grandissimo anno bastardo, che ci hai tolto ogni certezza dal culo bacato.

Grazie 2008 che ci hai tolto tutto.
"Grazie", 2008, te lo si dice con un rutto che ora, figlio di un cane, non hai più nulla da prenderti.

E allora, 2008, restiamo solo ciò che siamo.
Tu potevi essere ciò che volevamo, ma non ciò di cui avevamo bisogno.

Noi però, caro 2008, c'abbiamo ancora un colpo da sparare e qualche sogno da imbrattare.

E te, grandissimo anno del casso, te cos'hai?

Grazie, 2008.

domenica 28 dicembre 2008

Furto con scazzo

Continuerò a leggervi.

Ora ci sono cose che hanno ben altra priorità, rispetto allo scrivere.

Devo andare a riprendermi i miei figli, devo raccogliere testimonianze contro la vipera. Cose che non avrei mai voluto dovere fare, ma quando una piscia costantemente fuori dal vaso, piena di sé e della sua ridicola visione delle cose, occorre che qualcuno le schiaffi in faccia la verità.
Devo pensare a cose che potrebbero non essere più. Devo darmi da fare.

Continuerò a leggervi.

Passerò da tutti voi per augurarvi un buon anno, ma ora mi servono alcuni giorni fatti di sprint e di comode letture.

Continuerò a leggervi.

A chi ha fEISbUK, ci si trova lì.

Un abbraccio

martedì 23 dicembre 2008

La stalla di Natale

Di auguri, in questi giorni, ne scriviamo e ne riceviamo parecchi.

Questo Natale andrò laddove non va nessuno. Ho comprato qualche minchiata, impacchettata da me (sembra che su ogni pacco sia passato un tram, ma tant'è). Andrò laddove gli uomini son soli.

Poiché (grazie alla vipera) non potrò stare coi miei cuccioli, andrò in ospedale a portare qualche stupido dono agli anziani e ai bimbi che non potranno stare in famiglia. E con un bicchiere di plastica e tanto succo di frutta, brinderemo tutti alla vita che ancora bussa forte.

Il mio augurio? Che sia, per tutti voi, un natale diversamente sereno. Che la vita è bella sempre.
È impressionante cosa può succedere... basta tenere le braccia aperte.

Mi sento un po' il papa buono ma, se vi va, date una carezza ai vostri bimbi da parte mia.
Un abbraccio a voi tutti, senza sfiorare tette.

Vi voglio bene. Felice Natale. E tutto ciò che verrà.

Digito

sabato 20 dicembre 2008

Siamo tutti aperitiviti

Natale, tempo di aperitivi e di rimpatriate. Di viaggi nella memoria.

Così, ad una "festiccciola" tra amici incontro, per puro caso, due ex compagni di scuola.
Due geni.

A., un mago della matematica.
Durante i compiti in classe di trigonometria, tutti in silenzio e impegnati fradici...
Lui, con le mani, simulava le figure geometriche e, accompagnandosi da un rumore fatto con la bocca, le faceva roteare nell'aria.

Dopo un'ora e mezza noi, disperati, sudati, sporchi di inchiostro... Lui al bar già da 40 minuti, a leggere la gazza e a pociare una briosche in un cappuccino.

Peccato che se gli si chiedesse qualsiasi cosa al di fuori della matematica, cadesse in un letargo emotivo impressionante.

Ricordo come, durante una lezione di storia, sosteneva in modo convinto che le guerre puniche fossero una sorta di lite tra scozzesi e inglesi.

Ho incontrato anche S., tipo decisamente intelligente ma svogliato e poco sveglio.
Aveva un buon rendimento in tutte le materie tranne in matematica.
Davanti al classico problema da aritmetica applicata, riusciva a trovare soluzioni tendendti all'infinito, assolutamente incapace anche solo di "intuire" che, il risultato, potesse essere sbagliato.

Suonavamo anche in sieme. Chitarrista certamente dotato, ma se gli mettevi in mano, chessò, le bacchette della batteria, correva in un ristorante cinese per provarle.

Beh. Ironia della sorte. A. insegna storia e S. matematica.

Ecco. That's life.

Ci si "vede" presto per gli auguri di Natale, eh.

Un abbraccio.

PS: Sto latitando, vero... ma vi leggo uguale.

sabato 13 dicembre 2008

Daglielo te, il titolo, se ti riesce

Stamattina volevo scrivere un post demente. Troieggiando per la rete, ho trovato questa foto e mi è passata la voglia di fare lo scemo.

Mi sono fermato a pensare; ora ridetemi pure in faccia o alle spalle, che tanto mica importa.


C'è un motivo per mandare a cagare i nostri problemi e pensare che questa fottutissima vita vada vissuta. Fino in fondo. A testa alta, lottando se serve, piangendo se serve e correndoci in contro con le braccia spiegate se serve.

Perché noi... tu, la sorella di tuo cugino di terzo grado, quello che è passato per strada guardandoti il sedere o quell'idiota che scrive ora... noi possiamo cambiare le cose. Il nostro vero e primo limite? Chiudiamo gli occhi con la pancia piena e non pensiamo che qualcuno, magari due case più in là, possa non riuscire a chiudere gli occhi perché la pancia, invece, ce l'ha vuota.

Noi possiamo decidere (e non ci sono cazzi che tengano) di essere il passante che neppure vede oppure quella bambola.

A me, e mica mi vergogno, stan scendendo delle lacrime che vaffanculo.

Vi abbraccio

mercoledì 10 dicembre 2008

'NA TALE occasione di volersi meglio

"volersi meglio", perché "più bene" non si dice...

Il mondo si cambia. E se non si cambia è solo perché qualcuno sostiene che "il mondo non si cambia".

Compitino per Natale: prima del 25 dicembre rendete migliore una persona. Poco importa chi. Una persona che ha bisogno. Ascoltatela, incoraggiatela (nel caso questa persona fosse il digito: "andateci a letto insieme anche più di una volta"), infondetele calma e fiducia in sé.

Fatele sentire che per voi è importante. Senza un motivo, senza secondi fini (che di Gianfranco ce n'è già abbastanza). Fatele sentire che é importante, che per voi vale, soltanto perché è una persona.

Certo, lo so... è una cosa banale. E allora perché (la butto là, eh?) qualcuno di voi non lo fa regolarmente o comunque non abbastanza e, forse, non lo ha mai fatto?

Fatelo. Gratis. (Vedetela così: fatelo per voi, che queste cose pagan sempre).

Voliat... volet... vogliatevi bene. Per volersi meglio, occorre passare per forza nei Quori degli altri.

Occhei, scendo dal pulpito. E chiedo scusa se son stato saccente. (qualsiasi cazzo di cosa voglia dire)

Vi abbraccio e sappiatelo: vi voglio meglio.

Il mondo si cambia.