16 ottobre 2018

Non avrei saputo dirlo peggio

Il libro è "Le porte della percezione", di Aldous Huxley.

Edito da Mondadori, costa 10 euri e 99 centesimi. Ma se corri veloce, lo afferri e scappi, costa meno.

E niente, a me pare ci sia dentro tutto. E forse qualcosa di più.

Le prime 4 righe della pagina, che sono 3 e si possono ridurre a 2, contempla solo il meglio: le parole per sollevarsi al disopra dei bruti. Ma anche al disotto, eh. Questo lo specifico per chi non legge mai il foglietto illustrativo e non area il locale prima di soggiornarvi. Il resto è superfluo.



Se sei arrivato a leggere fino a qui ti vuoi male ™



14 ottobre 2018

E




Sere serene spese nel bere, nelle vene brezze leggere, gemelle perfette, snelle che se le vedeste beccheggereste perbene, ché le vere bellezze le prende per vere le eccellenze degne delle dee.

Berbere, bevete se Venere splende e le sberle prese per legge, le beffe espresse nelle tenebre perennemente stese nelle scemenze dette, se ne beerebbe fremente settembre, che nelle ceste spreme celeste mele renette fresche e creme che vende per le bellezze.

Teme, tenenete, che se serve decentemente sembrerebbe fremere bene nelle leggende che sente recentemente?

E se cedesse nelle certezze e nelle ceste scendesse cenere? Che resterebbe delle sere spese e delle destre credenze che sente vere e che emerse essere ebbre?

Fedele, tenente, essere fedele è essere fede nell'etere. Essere fredde è essere fece.

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Qui, tempo immemore e qualche chilo fa*, avevo scritto una cosa tutta con la "a"

* ora i chili fa sono molti meno

8 ottobre 2018

Ode alla brevità (del cazzo)

serena bongiorno
Diventi una testa di cazzo nel momento esatto in cui qualcuno deve spiegarti perché sei una testa di cazzo.

E se non hai capito, vuole dire che ho ragione.

8 settembre 2018

La farfalla non è stanca (ma-riposa)

Ci sono gente che, se gli parli, capisci che non ti senti a suo agio con loro stessi. Succede così, con quel tremore alle gambe che c'hanno gli amanti quando si baciano sotto il rischio, che mica gli succede solo a Natale.

Te ti sposti, a volte corri come sopra un carro ma poi ti fermi e fremi, perché se agisci di tua volontà diventi il responsabile della tua miseria. Che è porca.

La realtà è molto più meno difficile di quel semplice che sembra essere. Si è tristi fino alla gioia, cioè l'anima diventa equa-nima. Non giudichi più. Ti fai altre domande, e ammiri l'imperfezione senza biasimarla, ti chiedi roba come "come è giunto a essere ciò che è, a fare quello che ha fatto?"

Che poi te ne vai senza voltarmi, come una farfalla che non è stanca, ma-riposa.
Ci sono gente così. E ameno che tu non possa menarla, amen.




15 maggio 2018

senza titolo né futuro

lo senti anche tu quello che non sento? sai anche tu che l'orecchio vuole la sua parte e che l'essenziale
è visibile al tatto?

siamo ciò che resta quando tutto è passato, siamo ciò che importa quando tutto poco importa.

lo scrivo lo stesso che tanto non puoi vedere, lo schivo lo stesso anche se mi dovrà colpire, lo scrivo lo stesso peccato che tu non potrai vedere

e ballare nudi sul pianerottolo fino al primo rumore di maniglia, di qualcuno che apre la porta per guardare, capire, sapere e dire quello che neppure può sfiorare. perché la vita è così. c'è chi la fa e chi la giudica pronto a giurare di intendersene e di sapere, sapere prima sapere meglio e avere già capito quello che non ha i numeri per capire.

e siamo qui. ora. ogni volta che sfioro il tuo seno esprimo un desiderio e ogni volta che si avvera ti guardo e ringrazio e tu chiedi perché e poi t'accarezzo e dico così.

perché la vita è così. è ringraziare ogni giorno sentendo dentro il tumulto di essere cielo, terra aria sabbia fuoco e tutto ciò che serve

e l'amore fatto nell'erba tra fili mossi da quel vento che rinfresca la schiena sudata, con le foglie degli alberi che sfrondano suoni tribali. perché la vita è così, un bacio caldo che sa ancora di caffè e una promessa di seconda classe, sola andata ma che importa. mentre un sacco di merda ti insulta il giorno in cui muore tua madre, e né il sacco né tua madre ti dicono perché

2 aprile 2018

Nulla da aggiungere (part tu)

Bisogna pensarci prima, che poi vanno come possono.

(Sciuld fink abaut it først, den dei go es dei chen)


Alla fine è tutto qui. Non è né complicato né imprendibile.

Per risollevare l'umore: ho cambiato indirizzo email, a chi mi scrive mando quello nuovo :-) (chiedo venia // ai em so sorri)

25 febbraio 2018

jack lo squirtatore

abbiamo perso tutti persone. un modo immondo di moda al mondo. quei colpi di tosse tossici che sembravano necessari e che ora sei felice di buttare nei cessi per mungere miele e poi mingere fiele per fingere (male) che non ci sono cose che non sai dire di te. abbiamo tutti qualcuno dentro che bussa forte per uscire, bussa così forte da non poter dormire, un mostro nostro avvolto in un nastro che sembra natale e, invece, è soltanto la voce che rimbalza nel vuoto del tempo e lo spazio che abbiamo lasciato tra il presente e il passato.

non aspettare e non avere aspettative perché condizionano te e gli altri, riponi fiducia in qualcuno perché ne determinerai lo sviluppo.

e ora intrecciamo questi pezzi di quotidianità, trovandoci a ogni incrocio con la faccia stupita di chi non si aspettava di trovarci lì.

sputa per terra come rituale di incoraggiamento e di sfida al mondo a meno che, in bocca, tu non abbia ancora amore. che sennò son guai, sono.

e ora dormi tranquilla, lascia che il tuo inconscio ti suggerisca chi sei. e godi del momento perché anche domani il mondo non avrà occhi che per noi. conosci meglio il conscio e lascia che lo sconcio fluisca fluido lontano.

lasciamoci alle spalle chi ha cercato di scalfirci senza riuscirci e chi, se la madre avesse avuto la sua stessa passione per i pompini, non sarebbe mai nata. a volte alcune persone schifose rientrano nelle due categorie. tutto e il suo contrario (tutto ottut), l’inconsistenza che annulla se stessi, che rende caduchi e eunuchi. sfere enucleate che trovano dentro di loro risposte a domande fasulle.

la mente è un mondo a sé. se mente tutto mantiene il paradiso dov’è.

decidi se dare piacere o tentare di infliggere dolore. o uno o l’altro. non ci sono alibi che allibiscano.

siamo tutti jack. ma qualcuno peggio.


i am jack. je suis jacques. ich bin jacob. sono germano.

16 febbraio 2018