7 settembre 2008

Senza parole

Non c'è aria, stanotte.
Il cielo è una nuvola che copre Lugano come un lenzuolo. E la temperatura è perfetta.
Vento zero.
R. è già sotto "casa" che mi aspetta. Si allunga per aprirmi la portiera, mentre attraverso la strada, senza neanche guardare il traffico. Lui è uno che, la vita, gli ha dato tanto eppoi se l'è ripreso tutto. Una volta mi ha detto "sai, digito g., ho iniziato con niente e, per fortuna, ce l'ho ancora quasi tutto..." È un grande.
Mette in moto. L'atmosfera è assurda. Mi vengono in mente le parole di De Carlo in Yucatan, quando dice "l'aria si muove a scatti". Libro di serie B, per carità... ma al momento mi viene in mente De Carlo che, a dirla tutta, alle 2 di mattina, pensare a De Carlo, mica è del tutto normale.

Parte deciso. Lo guardo. Ho capito. Lui mi guarda con la coda dell'occhio e accenna un sorriso, dice "coglione, e ora cosa faccio?".

Resto in silenzio, resta in silenzio.
Parcheggia l'auto, scendiamo, camminiamo. Arriviamo davanti al lago. Passeggiamo. Prendiamo dei sassi e cominciamo a lanciarli nell'acqua. Uno mi cade sul piede. Mi faccio un male della porcaputtana, lui scoppia a ridere. Lo guardo. Si fa serio di colpo. Dice "bigolo".

Ci sediamo su un muretto, piedi verso il lago, giù a penzoloni, li agito senza riuscire a toccare il pelo dell'acqua. Mi sembra di essere bambino, quando i piedi al suolo, giù dalle sedie, non ci arrivano mai. Ride... sorrido. Mi guarda, si volta verso di me, cavalcioni sul muretto. Mi giro verso di lui, cavalcioni sul muretto. Alza le spalle. Allargo le mani, alzando le spalle. Si intristisce.

Ci alziamo, camminiamo, nessuno dei due ha detto una parola, tranne un bestemmione che ha tirato quando poco prima di arrivare al lago, è inciampato in qualche diavolo di chissà cosa.

Saltiamo in macchina. Mi riporta a "casa". Scendo, mi volto verso di lui. Accenna un grazie. Mi volto e lo guardo, alzo un po' il mento, come a chiedergli una risposta. Lui mette le mani a mo' di cuscino. Significa che dormirà in macchina. Allargo le mani, alzando lievemente le spalle. Chiudo la portiera. Parte sgommando.

Sua moglie lo ha mollato. È la terza volta. Quest'anno. Poi tanto ritornano sempre insieme. Ma a fare che? Mi chiedo.
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