24 giugno 2008

Un post a 3 mani (ma solo perché io ne ho una)

Con il buon Baol, abbiamo scritto 'sta cosetta. Aldilà di ogni falsa modestia, ho scritto una ca__ta (riempire come conviene) e, solo grazie alla mente procace del Baol, la stessa ha assunto un senso. O è stata assunta da un senso. Che è diverso, benché sia uguale.
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Certe donne, noi altri, ce le dimentichiamo quasi subito.

Altre, invece, ce le ritroviamo ogni notte ai piedi del letto,che ci guardano dormire, anche quando non ci sono più. E magari da un bel po'.
Certe donne, poi, ci hanno scavato dentro come un uomo non potrebbe mai e poi mai scavare in una donna. Perché, certe donne, sono qualcosa di imprescindibile.
Certe donne, con le braccia scoperte, ci richiamano infanzia. Che a guardarle da dietro sembrano non finire mai. Che noi, in certi occhi così profondi, ci si perde come bambini. Anche se poi, non lo ammettiamo mai.
Certe donne sono il primo pensiero di ogni giorno, anche se poi è un giorno fottuto.

Che quando le cose vanno male le chiamiamo per nome e le amiamo per come sono. Loro, non noi. Che, quando arriva la sera, è sempre meno male che arriva la sera.
Certe donne, ad abbracciarle, ci si sente rinati.

Con quel profumo naturale che scende dal collo.

Lo stesso profumo che poi ci perseguita, quando non sono con noi e ci fa impazzire quando non sono più con noi.

Certe donne, per motivi che a noi sfuggono sempre, accettano in modo silenzioso e spontaGneo difare un pezzo di strada con noi. Eppoi, quando se ne vanno, per noi niente è più come prima.
Certe donne, a guardarle bene, le sposeresti al primo bacio e al primo abbraccio. Poi, quando ci fai all'amore, preghi ogni santo che non ti faccia cambiare mai.

Che quando poi l'abitudine viene c'è qualcosa che sviene ma, quando poi siete lontane, non ci fate dormire più.
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Ora, la parte bella...


Così mi disse l’amico mio
Ed io ribattei a mia volta:
“Le donne sono sogni
che si sognano più di una volta;

sono profumi che torneranno
alle narici, alla memoria
lasciandoci ancora storditi
come all’inizio di ogni storia.

Le donne sono grammatica,
punteggiatura del nostro romanzo,
sorriso intrigante di una cena
risata squillante dell’ora di pranzo.

Le donne sono un rifugio
Dove non c’è sofferenza e paura
Fatto di abbracci e carezze gentili
Dove scordiamo qualunque sventura;

spesso sono anche dolore
unghie sull’anima lacerata
parole taglienti sui nostri sogni,
fiori recisi da lama affilata.

Le donne sono il nostro destino
Il tutto ed il niente dell’esistenza,
tasselli di un solo mosaico,
voci silenti della coscienza.

Le donne sono sguardi leggeri
a scardinare la resistenza rimasta,
loro tutto questo lo sanno
ed a noi, in fondo, ci basta”.
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