29 agosto 2008

O ttimismo o no

Occhei, mi sa che é giunto il momento di fare un po' di chiarITÀ.

Te non lo sai, ma mentre te ne stai andando a casa, e io sono qui preoccupato un bel po' in attesa che mi fai uno squillo per sapere che sei arrivata sana e salva, scrivo questo post del cazzo. So che posso perché ne abbiamo parlato in modo onesto stasera, a cena, davanti ad un piatto come si deve.

Ricevo decinaia di i-meil da bloggertstzt che sostengono, in modo pacato o meno, che tra te e IO ci siI qualcosa di più di un'amicizZia. Ebbene no, soltanto tanta stima e tanto affetto, almeno da parte mia. Da parte di TE, vedi te, che io non so neppure se conta.

Allora. Il Digito, e questo è ben noto ai più, è un pistolone. Ma però, tra i mille difetti, ha la voglia di capire che, di suo, danni non fa. È, caso mai, il modo in cui la si attua, che può fare stragGi. Quando vedo una persona che, nonostante le mille mila paure, guarda al futuro con ottimismo e vogliosa di andare a vedere cosa le darà il domani, a me si increspa sempre la pelle. Perché vuole dire che, in un posto iNprecisato, esiste un dio - o un suo surrogato - che da' proiezioni di speranza e benvolenza. E, anche di questo, ti dico grazie di cuore. Che, alla fine, sono pure egoista a vederti così. Egoista, stronSo, magari sciovinista, qualunquista e piastrellista (?) ma, almeno, onesto. Sei davvero una donna in gamba. Felicissimo di averti incrociata.

Aveva ragGione mio nonno quando diceva "Digito G., sei stato te che hai allentato le viti alle ruote della mia bici?" Eh, non c'entra un casso? Ah.

E, per voi curiosoni morbosoni morbidoni, la Lindöz e il Digito, solo due amici. Continuate pure a scrivere, che mi da' un piacere assurdo, ma non chiedetemi più le mie foto ignude! ;-)
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