15 ottobre 2007

È nato un sogno

Tra ieri e oggi si è aggiunto ai blogger un nuovo sogno. Un sogno tutto da cullare, non so chi sia, non so neppure che voce abbia. Tra noi c'è stato un breve scambio di e-mail e, di colpo, mi ritrovo qui a farle da cicerone virtuale, tra le vie digitali della rete.

Cercherò, con le solite parole che, quando ti servono, non arrivano mai, di spiegare chi è questo sogno. È una persona libera. Non ancora una persona "oltre" ma è giovane, questo sogno, e ha ancora molto da dire, fare, baciare, lettera e testamento. È un sogno da crescere, un sogno da mangiare, un sogno da riporre sotto il cuscino e da continuare domani. È quello che ero io 10 anni fa (mi spiace per lei... non sa cosa la aspetta) ed è quello che dovrebbe, in qualche modo, albergare dentro ad ognuno di noi. Lo so, lo so che c'è... c'è molto di buono dentro ad ognuno, lo so... so anche che questo qualcosa viene offuscato dal mutuo da pagare, dai conti da quadrare, dalle rate da contare e da quel fastidioso "mal di testa che mi prende la sera...". Credo, in sostanza - e qui tolgo il disturbo - che ognuno di noi debba avere un sogno. Un timoniere. Un sogno che faccia da timoniere. Quello di sognare è l'unico diritto esercitabile per cui l'uomo non ha versato sangue. A volte credo che sia per questo motivo che ci dimentichiamo di sognare. Questo sogno, dal mio umile punto di vista, ha ragione. Al mondo serve amore (mi sento Masini e questo non mi piace moltissimo...), al mondo servono persone vere, sincere. Nella buona e nella cattiva sorte, in salute e malattia... servono persone vere. Quelle che, con un gesto spontaneo, ti fanno sentire apprezzato e vivo, quelle che, con un sorriso nato senza un motivo oggettivo, ti fanno sentire caldo nello stomaco. Le stesse che, quando la fai grossa, te lo fanno capire con uno sguardo sincero e una manata sulla spalla che sta a dire "coraggio, è andata come è andata ora, brutto idiota, mettiamocia al lavoro e vediamo cosa si può salvare". E allora, anche se su questa nave non sono altro che un misero mozzo, benvenuta sul vascello (ora fantasma e ora no) dei blogger. Benvenuta, sognodisabbia.
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