15 novembre 2007

Ce l'ho anche io, un'opinione

O, almeno, credo. Potrebbe essere un pignone però, ora che la guardo da vicino, mi sembra proprio un'opinione. No, dico, c'è ancora chi ne fa una questione di tifo, di stadio, di sviscerata passione. Come se il tifo, lo stadio o le passioni viscerali fossero sufficienti ad uccidere. Uccidere. Non "sbeffeggiare", non "prendereperilculo in modo sano" o "irridere" (che è già molto meglio di irrigare). Uccidere proprio.

Eppoi si muove il mondo perbenista: si va dai commenti più a tema, come "bisogna chiudere gli stadi", o "bisogna inasprire le pene", per arrivare ai commenti fantasmagorici, come "bisogna fermare il campionato" o, "con tizio caio e sempronio al governo questo non sarebbe mai successo".

E non é che, a metterne in galera millemila, di questa gente, si ottiene qualcosa. Sarebbe come svuotare il mare col secchiello e la paletta. E le formine.

Questa pacata vena ironica non vuole ferire né Gabriele né i suoi cari, come non vuole ferire tutti i Gabriele con tutti i loro cari.

Le persone che dicono "ah, i giovani d'oggi" a me fanno letteralmente cagare. Cari saccenti, si accentui il fatto che viviamo nel mondo che voi ci avete preparato. Se c'é gente che uccide per una partita di calcio, la nostra unica colpa è essere stati incapaci di gestire il mondo malato che ci avete dato in eredità. E ora le dita dei giornalisti scrivono pagine di cronaca nera. Né ragioni né torti, solo pagine di disordinata follia. Li avete letti anche voi, i giornali, no? E non vi vergognate? Solo a sparare sentenze, siete buoni solo a sparare cazzate. Ma poi, dal lato pratico, correte ad inasprire le pene, a fermare i campionati e a chiudere gli stadi. Sta di fatto che siete voi che avete girato il pianeta e ora colpevolizzate chi ne subisce i risultati, soprattutto perché non riesce a metterlo, il pianeta, com'era prima che voi lo ribaltaste.

Dopo che avrete chiuso gli stadi, lasciato marcire gli assassini in galera, fermato i campionati, messo altri tornelli, i Gabriele moriranno per un parcheggio rubato, per uno scippo drammatico, per uno sguardo infilato, e chissà per quanti altri motivi. E, allora, chiuderete i parcheggi, abolirete borse e borsette, metterete il paraocchi a tutti...?

Il primo compito della classe politica, ancora troppo satura di uomini appartenenti alla generazione che, questo fottuto pianeta lo ha capovolto, è quello di fare un passo indietro.

Berlusca, Prodi, non si tratta né di "destra" (puah!) né di "sinistra" (voi poi, lasciamo perdere...) si tratta della vostra testaggine di cazzaggine. Siete incapaci. Il vostro compito, l'ultimo e unico che vi darebbe ancora la possibilità di essere ricordati come uomini, è quello di ammettere di essere incapaci e ritirarvi a pescare. O a Pescara. Se i pescaresi vorranno.

Già, perché davanti ad ogni Gabriele, siete pronti a scaricare la colpa sugli altri. "È stato tizio, che con le sue leggi inadeguate, incita i delinquenti a fare ciò che fanno". E, tizio, saltato in sella alla Bersagliera, replica "È colpa del precedente governo che si è mostrato impreparato davanti a fatti così gravi ed allarmanti".

È "colpa"? È "colpa"? Ma dico, siete ammattiti? A me della colpa non frega niente. A me degli stadi non frega niente. A me del centro, del centro-destra, del centro-tavolo, non frega niente.
Io rivoglio Gabriele.
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