21 novembre 2007

Che io, con le donne, c'ho un certo peeling

La mia cara amica P., che per comodità chiamerò "la mia cara amica T." si è fissata.
Lei, dice, mi deve trovare la morosa.
Passo ore al telefono con lei e le dico: "T. non mi interessa la morosa, me la trovod a solo, io, la morosa".

E lei: "sentimi, Digito, te da solo non riesci neanche ad allacciarti le scarpe, lascia fare a me che ti voglio un gran bene" (figurati se mi volevi un gran male...)

Così, l'altra sera, ho accettato di uscire con la T. e la sua carissima amica F.

Ci si incontra tutti in pizzeria, iaaa iaaa ooo.

T. ci presenta... "F. lui è il Digito, Digito lei è la F."

Ci sediamo, ordiniamo l'aperitivo (ape ritivo... un modello tipo l'ape Maia, solo più alcoolico).
Io prendo il mio solito analcolico bianco, la T. un Martini bianco (razzisti!) e la F. una birra da mezzo litro. (!)
Chiacchiera del più e del meno... il tempo passa... ordiniamo da mangiare.
Io prendo una pizza con una minerale, la T. un non mi ricordo cosa con una minerale e la F.dei pizzoccheri e una birra da mezzo litro.

Chiacchiera del più e del meno... il tempo passa... e la F. ordina un altro bel mezzo litrozzo di birrozza.

Chiacchiera del più e del meno... il tempo non passa mai... la T. e la F. ridono come pazze e, la F., ordina un altro mezzo di birra.

Chiacchiera del più e del meno... il tempo si è fermato... la T. ride, la F. ride come una jena ubriaca, sguaiandosi in versi irriproducibili e... ordina... "mezzo litro di birra" direte voi...
Eh... no... siamo mica così ripetitivi noi sfizzeri... ordina un bel bicchiere di Whiskey, senza ghiaccio... perché, a suo dire, fa digerire. (Non so se fa digerire ma fa rima, fa).

Scopro, tra una risata e l'altra, che la F. fa la farmacista (beh... F. farmacista, G. garagista... e così via fino alla P. ... lettera per la quale non mi viene in mente nessuna professione...) e che esce da una turbolenta storia d'amore... "più turbo che lenta" dico io, "a giudicare da come bevi"...

La T. mi guarda con lo sguardo tipico di una donna irritata, la F. ride, schizzando il whiskey dappertutto ci fossi io...

Allora la T. sprofondata in un rossore che neanche le tende di mia nonna (soprattutto perché erano gialle) cerca di asciugarmi alla "cazz'emmeglio"...
La F. dopo avere tossito per un bel quarto d'ora e, credo, avere sputato un polmone,diventa come un camaleonte su una coperta scozzese tanto che, al rosso vermiglio, credo stesse per svenire...

Superato l'empasse... paghiamo e usciamo. La F., indomita, guarda la P. e dice... "ndiam ber qualcos?" La T., che mi vuole un gran bene, inventa una scusona... "ehm... no io domattina devo alzarmi presto..., perché non andate voi?".

Impallidisco. La F. mi guarda con gli occhi da gatta, mentre le guance si gonfiano, credo in preda a qualcosa che assomiglia ad un conato di vomito (o al fratello del suo ex marito, il cognato di vomito). Allora, affondo le mani nella mia fantasia...." eh... vorrei tanto, credimi... ma domani ho una giornata pesante... devo ancora... devo ancora.... devo ancora dovere ancora sapere cosa fare dire fare baciare lettera testamento, tra il dire e il fare c'è di..." allora la T., che mi vuole un gran bene, mi lancia il salvagente... "ma noooo, Digito... fai compagnia alla F., noi ci sentiamo domani..."

Bar. La F. prende un Ramazzotti.
Mi parla della sua naufragatissima storia d'amore, di come il marito pensasse solo agli amici, e di quanto si fosse sentita sola negli ultimi anni.
Accenna anche un discorso di difficile comprensione sulla ceretta (ma faccio questo effetto, io, alle donne...?) e di quanto sia difficile, per una signora, mantenersi bella liscia. (Ueh... penso tra me e me, questi sì che sono problemi... vanno inseriti subito dopo la fame nel mondo ma prima dell'AIDS, nell'elenco dei mali che attanagliano il pianeta).

Usciamo, ci salutiamo e dice: "stasera prendo un taxi, non sto molto bene..." (Sticazzi! Chissà mai perché... sarà stata la ceretta??)

T. se davvero mi vuoi bene, vai a cagare.

La morale della storia? Non uscite mai con F., soprattutto se ve la presenta una T., che vi vuole un gran bene.
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