26 novembre 2007

Che a me mi han fatto le carte (!)

La mia carissima amica P. che, per comodità, come al solito, chiamerò "la mia carissima amica T.", mi ha fatto le carte. Lei è così, spontanea (la sua spontagnezza è famosissima e rinomata in tutto il Ticino nord orientale e nord coreano).

Voi che leggete dovete sapere che, qualche anno fa, mi ha chiamato la T. e mi ha detto:

"Digito G., lo so che te non ci credi, lo so che te non volevi ma io ti ho fatto le carte! Sono uscite cose interessantissime. Te sei baciato da Dio, te. Allora ascolta: soldi, amore, lavoro, salute, successo, affari, affetti, affitti, fortuna, amici... tutto ok! Ma di più! Tutto in crescita esponenziale. Io non ce l'ho fatta a tacere, ho dovuto dirtelo. Faccio le carte da anni, ma... caspita, io carte così belle le ho mica mai viste mai, sai? Ho dovuto assolutamente dirtelo, che io ti voglio un gran bene".

Da quel momento sono successi due grossi cambiamenti nella mia vita:

1. ho perso il lavoro, la casa, ogni bene terreno, la famiglia, i figli, la moglie, la dignità, la stima di me, eccetera eccetera

2. ogni volta che mi chiama la T., ogni volta che vedo il suo numero sul displèi del mobailfone, mi tocco i maroni.

T., la prossima volta che mi fai le carte, non leggerle al contrario, cazzo!

Ora che mi sto riprendendo, dopo anni di fatica, lotte e sudore... ieri mi ha chiamato di nuovo.

"Digito G., ti ho fatto le carte...., prima di mandarmi bellamente a cagare, ti dico solo che tutto procede bene, senza scossoni, ripresa costante..."

Non ho osato parlare. Ha attaccato lei (anche il "click" del telefono era disperato). Sono rimasto col mobailfone in mano per quaranta minuti, gli occhi fissi nel vuoto.

Ora, ditemi voi, se cambio fuso orario, continente, dati all'anagrafe, se cambio sesso, religione, colore della pelle, se cambio squadra del cuore, partito politico e pianeta... riesco a sottrarmi a questoi futuro ingrato?

Si accettano consigli, ma anche conigli. E cilindri.

T., sappi che, la prossima volta che ti incontro ti taglio tutte le dita. Voglio vedere come fai come, poi a fare le carte. Oppure, meglio, ti faccio investire dalla F. bella ubriaca. Così impari.
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