6 novembre 2007

E, allora, buona vita

Tu ed io, tanto tempo fa, siamo cresciuti un bel po' insieme. Abbiamo curiosato qua e là per la vita e per il mondo. Ci siamo fatti un'idea, insieme, di quello che ci aspettava e di quanto avremmo potuto contribuire a creare. Poi, come spesso accade, siamo diventati dolore uno per l'altra... ora sono passati chilometri di anni, non siamo più gli stessi. Io ho perso i capelli, ho un po' di pancetta (non tantissima...) e sono più maturo e più bambino di allora. Tu non lo so... probabilmente, ti incontrassi per strada, farei fatica a riconoscerti. Però, come è accaduto per ogni donna che ha deciso di passare un po' di vita con me, ti riconoscerei dal profumo. Il tuo è di mare la sera, quando si alza quella lieve brezza che ti fa sentire al centro esatto dell'universo, piccolo, inutile e importante, proprio perché ci sei, solo perché ci sei. Ora, saperti sposata mi riempie di gioia. Sono davvero felice. La notizia mi ha fatto fare un salto a ritroso nel tempo, mi sono rivisto capellone, trasognato e distratto, davanti ai fatti del mondo che mi lasciavano basito e indifferente, forse unica difesa di un giovinastro indifeso, davanti al disastro che stava accadendo in quegli anni. Ricordo il muro che cadeva, ricordo gli americani che bombardavano sotto l'egida di Bush... Ricordo il tuo profumo. Ti auguro un futuro di pace, amore e serenità. E che qualcuno, lassù, sia in ascolto. Ciao Simpa
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