1 dicembre 2007

La leggenda del Sandro bevitore

“Ciao Digito G., sono Luca, come stai? Ti disturbo? Tutto bene? I bimbi? Il lavoro? Sei stanco? Ti sono ricresciuti i capelli? Hai sentito Mario? Hai ricevuto l’e-mail che non ti ho mandato? (!) Mi hai cercato tu, ieri sera? Ho letto il tuo blog, non male, si capisce al volo che sei un idiota…”

"Sì, mi disturbi”…
“Ahahahaha, sei sempre il solito rincoglionito… stasera ci beviamo una birra insieme, ho bisogno di parlarti”
“Uh? Già… mica la vorrai bere in silenzio, sta birra, no?”
“Ok, allora ci vediamo all Picchio alle 8, ok?”
“Ok, Picchiotto…”
“Ahahahha, non l’ho capita”.
“Ahahaha, non pretendevo tanto”.
Quando esco con Luca, in genere, mi diverto da morire. È uno di quelli che ci sa fare con la gente. Ci sa fare davvero. Con le donne, poi… pendono tutte dalle sue labbra. Infatti ha due amici (escludendo me, che son mica suo amico) ed è single dal 1939, se si esclude una notte di tanti anni fa, credo fosse il 99, quando una donna è riuscita a scambiare effusioni di vario tipo con lui. Una ragazza di un metro e 90, col 45 di piede, quasi senza seno. Credo si chiamasse Sandro.
Ore 8.20, il Digito è costantemente in ritardo. Colpa del suo orologio biologico, che è settato sul fuso orario di Nuova Delhi.
Entro nel pub. Lo cerco con lo sguardo. Non lo vedo. Da nessuna parte. Poi, su un tavolo in fondo al locale, intravvedo una quantità di bottiglie di birra, d’istinto mi spingo in quella direzione. Infatti, dietro alle bottiglie, vedo il suo nasone. Mi siedo, non faccio quasi in tempo a togliere la sciarpa:
Luca, pacato: “Sei uno stronzo”
Io, stupito: “Anche io ti voglio bene”
Luca, spazientito: “Me lo dovevi dire”
Io, attonito: “Cosa?”
Luca, spazientito e due: “Come cosa? Mi prendi per il culo?”
Io, divertito: “Sì, ma cosa avrei dovess…. avrei dovett… avrei dovuto dirti cosa?”
Luca, sbigottito: “Ah…. fa pure lo gnorri, fa….”
Io, divertito e due: “Ma te, nella pipa ad acqua, devi metterci l’acqua, non la grappa, sai?”
Luca, freddo: “Ahahahaha ha fatto la battuta.”
Luca, scazzato: “Me lo dovevi dire che non saresti venuto con noi a Milano, il 15. Avevo già organizzato tutto, per 7.”
Io, stupito: “Ma cosa dici cosa? Io il 15, a Milano, ci vengo. Avevi già organizzato tutto, per 7.”
Io, sconsolato: “È Rick che non viene, perché la moglie gli ha posto il solito out out, quello che recita ‘o me o i tuoi amici’…”
Luca, rosso andante: “Ah, non lo sapevo!”
Io, sconsolato e due: “Ok, non fa nulla. Mi sa che qui seduto con noi due c’è uno stronzo, ma non sono io.”
Luca, arrembante: “Eh no, caro… Te sei stronzo uguale!”
Io, curioso: “E perché mai?”
Luca, stupito: “Ma come perché? Perché sapevi che Rick non sarebbe venuto e non me lo hai detto!”
Io, arreso: “Eh, già…”
Luca, sicuro: “Appunto… beviti una birra, va… che sennò mi fai pena.”
Dialogo assurdo, neh? Mica pizza e fichi. Figurarsi quando è ubriaco
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