17 febbraio 2008

I fiumi funzionano anche di notte

C'è sempre un Dio di scorta. Chiuso nel baule o comodo e seduto sul sedile dietro. C'è sempre un sogno che non parte, come c'è ogni sorta di arte. Ci sono e, spero, ci saranno sempre dei "voi". Nonostante l'assenza, sento il calore che mi avete trasmesso. Un'essenza di cui, in sostanza, è ben complicato fare senza. C'è qualche amica che rimargina i tagli e non mi lascia solo a leccarmi le ferite. Che ogni ferita mica fa male per il male che fa, fa piuttosto paura la cicatrice. Ogni volta che la guardi serve a niente chiedersi cos'è. È un tatuaggio che non per forza hai scelto di farti.
Giungo al dunque: quando in inverno tutto sembra morto, nelle immediate vicinanze delle suole, sottoterra, si sta rigenerando tutto quanto sarà necessario alla primavera per manifestarsi nella sua totale dolcezza, nella sua vicinanza a Dio. Perché Dio esiste, ed è una donna di colore che ama il buon vino. È fiamma, calore, un segnale divino. È una vita vitale, in cerca di amanti e diamanti. Come l'inverno rigenera il nutrimento della terra voi, gli amici, i miei superfantasticosi bimbi, siete importanti presenze. Come un fiume che funziona anche di notte. Anche se non lo sai. Anche se sei distante. Grazie. Je vous aimes tous. Qualsiasi cazzo di cosa voglia dire. Un abbraccio forte che vi tolga il fiato ma che non lasci segni. Dolce e grato. Essenziale. Come una donna, come un Dio qualsiasi.

Digito G.

PS: Passerò quanto prima da tutti voi.
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