7 marzo 2008

Perché, donna, lo si può diventare

L. quando canta chiude gli occhi come quando fa l'amore. E io, che l'ho incontrata per caso, sento ancora la sua voce.
È stata una sera così, messa lì, in una notte così.
Abbiamo passato tutta la sera, dopo il suo concerto, a parlare. L'altra parte della notte l'abbiamo investita nel non dimenticarci mai di noi. Baci nascosti e nascosti baci. La scoperta di un corpo e di qualcosa che, negli ultimi dieci anni, avevo avidamente dimenticato. Una nuova percezione di qualcosa che si era ridotto ad un nulla. Mani nelle mani, sospiri nei sospiri. E poi di nuovo. E poi ancora a parlare, delle sue sensazioni, del suo percepire le cose, del fascino di ciò che si intuisce e di ciò che si sa senza conoscere ed è inutile chiedere.
Oggi, tornata a casa, il suo messaggio, che provo a tradurre così: "sono certa che non ci dimenticheremo mai. Buona vita."
L., grazie anche a te, oggi sono un po' più donna.
Posta un commento