1 maggio 2008

I segni son desideri...

A pensarci bene, il sogno è il segno di qualcosa che si vuole. Ehi, attenzione... qua ci si muove su una polveriera. Un conto é ciò che si vuole, un conto é quello che si crede di volere. I sogni passano, ritornano, si modificano. Diciamocelo... i sogni sono treni che passano sempre da una stazione anche solo leggermente diversa. Quale senso può avere, aspettare un sogno sempre e soltanto sullo stesso binario? E, tra il comodino, tra il caffé quotidiano e il sogno, quale distanca c'è? E come la si misura? In metri? In baci? In chili? Io non lo so. So solo che solo chi é solo si avvicina ai sogni fino a poterli toccare, per tutti gli altri, i sogni sono parentesi cerebrali tra ciò che si vive e ciò che si vorrebbe vivere. E, anche in questo caso... ciò che si vorrebbe vivere, chi ci mette "la mona sul ceppo" che è veramente quello che si vuole? A me, questa cosa qua, mi sta facendo uscire di senno. Sennò mica lo scrivevo, no?

Digito cogita...
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