6 luglio 2008

Padre, mi perdoni perché ho picchiato

Padre, mi perdoni perché quando ho picchiato il mignolino contro la gamba del tavolo, ho tirato un bestemmione che, se ora vai nella cucina di casa mia, si sente ancora l'eco.

Ho commesso atti impuri. Eppuri tanti. Ho detto le bugie alla mamma, ho rubato un fazzoletto pieno di caramelle a casa della nonna. Ah, ma le carammelle erano mie. Occhei, padre, visto che c'è, mi perdoni pure per 'sta minchiata.

Padre, mi perdoni perché ho fumato tutte le sigarette di mia sorella. Ma l'ho fatto per il suo bene.
Padre, mi perdoni perché durante la questua, ho messo una moneta e ne ho prese due. Occhei, tre. Ma però piccole. Guardi... sono questue tre! (ahahahahah)

Padre, mi perdoni perché ho dato il numero di cellulare di un amico ad una donna, tanto per togliermela dai piedi. Tanto non ha mai chiamato. No, padre, perdoni lei... 'sta stronza. Ehm, aggiunga due "padre nostro" anzi no, faccI pure quattro, perché é stronza al quadrato. Chiudiamola a sei...

Padre, mi perdoni perché stamattina, mi sono svegliato in una casa non mia, in un letto non mio, al fianco di una donna con la quale non avrei mai dovuto svegliarmi in una casa non mia, in un letto non mio.

Padre, a quante siamo arrivati? Come? Trentatré "padre nostro" e cinquantotto "ave Maria?". Eeeeh??? Milettocento genuflessioni?!? Occhei, padre, avrei ancora un paio di cosette da dirle, ma però le tengo buone per la prossima volta, che se poi divento bravo e non faccio cazzate, lei non mi crede.

Non si potrebbe metterci d'accordo, padre? Chessò, due o tre frustrate, un'opera di bene... No, eh? Ma voi non dovreste essere tolleranti e comprensivi di tutto? IVA esclusa, intendo...
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