21 settembre 2008

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AVVERTENZA: Questo post è retorico e ripetitivo. Leggere attentamente il foglietto illustrativo. Se l'effetto persiste consultare l'idraulico. Se vi vien la caghetta, consultare l'idraulico liquido.
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È che a me, in questi giorni di fine estate, mi viene sempre un po' lo scazzo.
Poi, quando c'ho questa mielata malinconia melensa, mi sento anche un po' pure stronzo. Con due zeta.

E, allora, parte la retrospettiva. Che non serve a un casso. E mi chiedo, "cosa mi ha lasciato quest'estate?". Perché l'estate ti coglie sempre immanicato nelle camicie con tanti bottoni, che poi quando ti scopri non c'hai mica più la voglia di rimettertele.

Ma quest'estate è stata fenomenabBile e rocamboLICA. Mi ha lasciato la Lindöz, che con lei mi sento bene. Però, lindividiabile Lindöz, a me le scorribande notture, che col freddo mica le si può più fare mica, mi mancheranno. Come le magliette a maniche corte. Come i pantaloncini. Come il non portare le calze. Che poi le calze, stica..lze, mi stanno proprio sulle balle.

Allora, Lindöz, grazie di cuore per quest'estate spensierata e leggera, che hai saputo / voluto / faciuto farmi vivere. Ti voglio davvero un mondo di bene. Ma di quei benI che mica te lo so spiegare, di quelli leggeri e impegnati e impregnati, senza complicazioni complicate, senza complicanze. Spero senza mancanze. Perché te, per il digitiello, sei davvero iNportantA. Eppure tantA.

Il mio augurio autunnale? Che anche voi incontriate una Lindöz, o un Lindözzo.

Un abbraccio
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