20 agosto 2007

Riflessione privata di gruppo

La mattina, ogni mattina, sveglia, doccia, colazione, caffé bollente, fuga verso l'autobus (che sembra fare ogni cosa per evitarmi) eppoi treno. Funicolare, lavoro. Lavoro, lavoro, lavoro, lavoro... la sera funicolare, treno, a casa a piedi perché l'autobus, per evitarmi del tutto, ha già felicemente archiviato la sua ultima corsa e, l'autista, è già stravaccato sul divano con una palla fuori dai boxer, in fase digestiva.

Sull'autobus, la mattina: sempre le stesse persone. Alla stazione: sempre gli stessi visi. Sul treno: sempre le stesse espressioni assonnate, fatte sbucare da due occhi appena dischiusi. In ufficio (beh.. almeno lì) sempre gli stessi suoni fatti dalle stesse voci.

Ma, alla fine, qual è il segnale indistinto che oggi non è uguali a ieri ed è diverso da domani? Si può sperare in qualcosa di nuovo nella vita se ogni giornata sembra uguale? A me, sta cosa, comincia a rodermi dentro...
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